Mindfulness, paure, e fiducia

Come reagite quando compare all’orizzonte un problema? Se mi somigliate, può darsi che iniziate a preoccuparvi, a immaginarvi catastrofi, a cercare dove avete sbagliato, a criticarvi duramente, magari?


Solitamente siamo convinti che tutto questo ci sarà di aiuto, ma possiamo forse osservare meglio se è vero. Preoccupazioni, paure, critica, ci sono di aiuto? Ci fanno sentire meglio? O c’è qualcosa di più utile che possiamo scegliere?





Perché e come la Mindfulness può venirci in aiuto quando tutto sembra nero:


1. Intanto perché, appunto, se torniamo consapevoli, se “scendiamo” dalle immagini terribili, torniamo anche in grado di scegliere: cosa pensare, cosa fare, come sentirci.


2. Perché torniamo ad accorgerci che nella vita è ancora più quello che va, rispetto a quello che non va. Se siamo vivi, sono molte di più le cose che vanno bene rispetto a quelle che non vanno bene. Però bisogna accorgersene.


3. Smettere di concentrarci solo su quello che secondo noi “va male”, mina la nostra fiducia, nel mondo, negli altri e (quel che è peggio) in noi stessi. Tornare a vedere il quadro ampio, tutte le possibilità, ci fa tornare fiduciosi.


4. Perché per risolvere i nostri problemi abbiamo bisogno di fiducia, creatività, energia, di tutte le nostre migliori risorse da attivare per crescere e prosperare. E non troviamo le nostre risorse se siamo persi nei pensieri brutti, o assenti. C’è bisogno di presenza, contatto con se stessi, lucidità, e la Mindfulness in questo ci aiuta sia nel momento che nel lungo periodo, coltivando un cervello più calmo e abile nel rispondere alle sfide della vita.


5. L'aspetto secondo me più bello di tutti: la fiducia che viene dalla Mindfulness è incarnata, è concreta, non è un’altra fantasia. Non è un dirci che andrà tutto bene staccato dalla realtà. Viene dal contatto lucido con ciò che è, con se stessi e le proprie fragilità e forze. Non è un sogno ad occhi aperti, ma è molto molto reale, è l’aiuto concreto di cui abbiamo bisogno.


E anche le nostre fragilità saranno lì, e le potremo però toccare e consolare, prendercene cura.

Diventare “più grandi” dei nostri problemi e delle nostre paure, crescere ancora.



Sii forte, entra nel tuo stesso corpo.

Poiché là lo sgabello è ben saldo.

Valuta bene tutto ciò, oh cuore mio!

Non andare altrove.


Kabir dice: “Abbandona ogni fantasia,

e rimani fermo in ciò che sei”.


Kabir, canto XX

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