Mindfulness durante la pandemia

In cosa mi sta aiutando la Mindfulness durante la pandemia, onestamente. Era il momento di fare una lista.





Subito all'inizio ho ripensato alle ore seduta gustando il respiro, alle giornate di ritiro con i gruppi (e qualche persona innervosita, che non capiva perché stavamo chiusi un giorno intero con noi stessi, in silenzio, a cosa potesse servire). E ho avuto la netta sensazione di aver ricevuto, con questa pratica, un dono ancor più prezioso di quel che avessi mai creduto.


1) riuscire a stare in compagnia di me stessa senza agitami troppo; 2) cogliere anche il buono, l'utile, gli spiragli nel disastro; 3) essere gentile con me quando ho paura, sono in difficoltà, non mi sento in grado; trovare modi sani di essermi di aiuto; 4) mantenere un ritmo alle giornate, le priorità, abitudini salutari e piacevoli; 5) accorgermi quando sono nervosa e non esagerare, non far (troppo) danno agli altri; almeno, meno di quel che avrei potuto fare anni fa; 6) accogliere le reazioni diverse dalle mie, rispettare, eventualmente provare a dare una mano.


Via, lo considero abbastanza.


Abbastanza

Abbastanza. Queste poche parole sono abbastanza. Se non queste parole, questo respiro. Se non questo respiro, questo star seduto qui. Questo aprirsi alla vita.

Che abbiamo rifiutato. Ancora e ancora. Fino ad ora.

David Whyte



Photo by Juan chavez on Unsplash

0 visualizzazioni

Alessandra Plesi - P. IVA 02025580503 

  • Facebook