Ah! Che argomento difficile! Quasi un tabù. La Mindfulness richiama all’essere, non al fare. Non scriviamo eresie. 
Eppure, come non si può non comunicare, non si può non fare. Nemmeno non facendo. 
E non fare, oltre che impossibile, può corrispondere in realtà fare un danno. L’argomento merita un articolo breve e concreto. 

Intanto mi viene in mente che la compassione è accorgersi della sofferenza e fare qualcosa. Non divento consapevole e poi mi volto dall’altra parte. Né riguardo alla sofferenza mia, né riguardo a quella degli altri. Non sarebbe consapevolezza. 

Nello Yoga, la via di uscita dalla sofferenza è nata dall’unione della coscienza/percezione e della volontà/energia/azione. E’ solo sviluppandole entrambe che si esce dalla sofferenza e poi si arriva all’auto-realizzazione. 


Quindi. Sono tra le persone meno naturalmente dotate di energia e volontà, i miei consigli sono quindi basati sull’esperienza. Solo per questa volta, un elenco di consigli: 

  1. Il più ovvio: mangiare sano, dormire, muoversi. Un corpo stanco o debole, alla lunga, non è di supporto a nessuno. L’energia, appunto, è indispensabile. 
  2. Quando siamo sotto pressione, sotto stress, impauriti, torniamo il più velocemente possibile chiari e stabili. Che le nostre idee siano utili e creative e mirino a eliminare la sofferenza e all’autorealizzazione, davvero. Non alla mera sopravvivenza (attaccare, fuggire, restare bloccati, collassare). 
  3. Appena tornati lucidi, stabilire le priorità. Cosa è veramente importante per me oggi? Non abbiamo molte energie, non le sprechiamo e impegniamole in ciò che veramente fa la differenza. 
  4. Fate una cosa alla volta, a meno che non vi vada bene impiegare più tempo e fare più errori.
  5. Se qualcosa tra i miei compiti mi stimola paure, rimuginii, emozioni negative… farlo subito. Programmare le azioni che mi mettono ansia subito per prime nella giornata. In questo modo smettono di generare stress e diventano invece fonte di orgoglio e soddisfazione e producono energia invece di toglierla. 
  6. Lasciarsi del tempo per non fare, per riposare, essere (finalmente!), e lasciare che la creatività galoppi. Non daremo un contributo costruttivo al mondo con un cervello stressato che non produce idee nuove. E dare il nostro contributo originale e costruttivo al mondo è fare la nostra parte nel diminuire la sofferenza, nostra e degli altri. 

Buona pratica 😉 

Cammina e tocca la pace ogni momento.

Cammina e tocca la gioia ogni momento.

Ogni passo porta una fresca brezza.

Ogni passo fa sbocciare un fiore.

Bacia la terra con i tuoi piedi.

Imprimi sulla terra il tuo amore e la tua gioia.

La terra sarà al sicuro quando ci sentiamo al sicuro in noi stessi.

Thich Nhat Hanh-

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