“All’inizio, tutte le persone erano cieche. Ma il Creatore decise che gli uomini avrebbero avuto questo dono: la vista, una vista acuta e veritiera. Così avrebbero potuto vedere il buono negli altri essere viventi. E così le persone vissero in pace.

Ma ci fu un demone che non sopportava che gli uomini avessero la vista. Questo demone creò uno specchio terribile e lo dotò del potere di far sì che la vista delle persone fosse distorta, che ognuno vedesse i difetti in ogni cosa, anche nel buono. Gli errori e le distorsioni negli uomini, e nella natura.

Allora le persone iniziarono a vedersi nello specchio come demoni. Il demone poi prese un grande masso lo lanciò contro lo specchio, che si frantumò in mille pezzi. E le schegge entrarono negli occhi delle persone così che non avevano più bisogno di guardare nello specchio: la loro vista stessa era distorta, adesso.

Gli uomini vedevano i difetti in tutto: in sé stessi e negli altri.

E non solo i loro occhi, ma i loro cuori”.

E’ con questa distorsione che forse che senza accorgercene vediamo i nostri corpi, soprattutto, e quegli degli altri. Ma forse possiamo ancora togliere qualche scheggia. 

Questa fiaba è narrata da Clarissa Pinkola Estés in The Joyous body. A me l’ha raccontata Jocelyn Jaks Kahn, preziosa insegnante di focusing.

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