Dopo qualche anno, e solo perché mi è stato chiesto, prende avvio un nuovo corso di Focusing. Lo considero una pratica talmente preziosa che sono sempre restia a proporlo, perché è bello che ci si arrivi con un desiderio in comune.

E ora le condizioni evidentemente sono mature, e il corso è nato.

Le date sono decise, mancano poco giorni, mi sento eccitata e onorata. Fra stomaco e petto una vibrazione come una bimba che trova compagni per il suo gioco più bello, ma una vibrazione tranquilla, larga, che ha potuto aspettare e ora può accogliere e creare.

Alcuni nuovi focalizzatori nasceranno nelle prossime settimane, e questo è meraviglioso; per me, per loro, per le persone che incontreranno e via a cascata.

Saranno persone che si prenderanno del tempo per ascoltare, se stessi e gli altri. Persone che impareranno a percepire i mormorii del proprio corpo, e impareranno un ascolto accurato, attento, non distratto, aperto e senza sapere già tutto.

Daniel Goleman (che non fa Focusing) parla di sensazioni provenienti dalle nostre viscere, in regioni poco connesse alle aree verbali della neocorteccia, ma che riguardano il nostro senso della vita più profondo. Ecco, il Focusing è ascoltare queste sensazioni viscerali, con accuratezza, e cercare le parole che le esprimono, finché il corpo/la profondità del nostro essere si sente ascoltato e può finalmente farci da bussola e suggerirci come procedere.

Saranno persone che si prenderanno del tempo per esplorare cosa sentono e per scegliere di conseguenza come andare avanti. Saranno persone che non resteranno bloccate a lungo ma a cui piacerà esplorare, portarsi “sul margine”, pronte a progredire al momento buono, che avverrà, prima nel corpo e poi nella vita.

Fare le cose per cui serve coraggio (c’è chi dice intraprendere qualsiasi impresa notevole) viene meglio in compagnia, e infatti faremo Focusing insieme, coltivando relazioni rispettose, paritarie, imbevute di fiducia fino a traboccare, verso l’altro.

Sono già in clima focusing, ho scritto poche cose concrete, ma credo molte cose vere, o almeno come le sento.

Ci sarà tempo per le spiegazioni e molto più tempo per la pratica.

Il quadro è di Carol Bennet, “August Suspense”, 2017