Se avete qualche difficoltà con i colleghi, non siete delle brutte persone. E’ normale. Ed è normale e bellissimo anche non averle, o superarle, o prevenirle, e non ci vuole poi molto. 

Tre elementi ci sono utili in questa riflessione: 

1. Sembra che il nostro cervello in quanto mammiferi abbia bisogno di buone interazioni umane quanto del cibo e dell’acqua.

2. Nonostante ciò, di primo acchito – quando qualcuno in un senso o in un altro ci si avvicina – la prima risposta automatica che gli esseri umani mettono in atto è la diffidenza. Abbiamo bisogno di capire se l’altro ha intenzioni buone o cattive: questa persona sarà un pericolo o un sostegno?

3. A lavoro, tendenzialmente è normale o frequente che abbiamo dei momenti di stress. Quando siamo sotto stress tutto il nostro organismo è sotto pressione e uno degli effetti è che il pensiero diventa:

– più schematico e superficiale (deve essere più “veloce”);

– più orientato a individuare i pericoli;

– più ostile verso gli altri. 

Ecco che gli ingredienti ci sono tutti… per creare un disastro. 

Questo proprio perché nonostante ne abbiamo un gran bisogno, i rapporti sotto stress si fanno più difficili. Se non ne siamo consapevoli e se non mettiamo in atto le opportune contromisure, le difficoltà che incontriamo tenderanno ad aumentare, e con queste la nostra sofferenza. Il supporto che riceviamo dagli altri diminuirà.

In ufficio non siamo nella giungla (almeno la maggior parte di noi si augurano che non sia così) anche se è molto difficile ricordarselo e “restare umani”, ovvero mantenere la nostra capacità di riflessione, ascolto, la possibilità di mantenere un pensiero profondo ed efficace e tornare a gioire delle relazioni.

Alcuni suggerimenti veloci:

favorire le interazioni con maggiori elementi di scambio e comunicazione: di persona meglio che virtuali, col video meglio che al telefono, al telefono meglio che solo testo. Solo testo sempre meglio di sospiri, grugniti, silenzi, occhiatacce.

– organizzare momenti di incontro anche informale;

iniziare le riunioni con qualche momento di distensione, scambi leggeri, qualche minuto di Mindfulness;

– lasciare alle persone la possibilità di fare delle scelte (rispetto anche a data e orario degli incontri, argomenti, possibili azioni e soluzioni) contribuisce a farle sentire al sicuro, sufficientemente autonome e quindi maggiormente disposte a collaborare;

esercizi specifici di Mindfulness prima degli incontri, durante e spesso durante la giornata, per tenere lo stress sotto la soglia in cui diventa un ostacolo al lavorare bene e con soddisfazione.

Ricordandosi che gli altri, per noi, sono necessari come il pane. Soprattutto a lavoro. 

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