Quando inizio un corso nuovo, comincio sempre dicendo che la Mindfulness riguarda “l’accorgersi cosa sta succedendo, dentro e fuori di noi”. 

E dentro di me, mentre parlo, una vocina mi dice che le persone pensano che io stia dicendo una banalità. 

Soprattutto in quel momento in cui stiamo fermi, seduti, senza fare niente. Cosa sta succedendo? Niente. 

La mia mente dice “sta succedendo che stai dicendo una banalità e le persone si annoiano”, inizio ad agitarmi e mi preoccupo.

Ma se iniziamo ad osservare – le sensazioni, i pensieri, gli stimoli che arrivano (magari abbiamo il computer, il telefono acceso) – cominciamo ad accorgerci che proprio niente non è. 

Sto lavorando e magari arrivano delle email e non riesco a non leggerle e mi distraggo e mi perdo in altro, o mi annoio e inizio a navigare in rete, o arriva un messaggio da quella persona che… e mi innervosisco, o non arriva nessun messaggio ma solo al pensarci mi agito, o resto a lavorare fino a tardi convinta – senza accorgermene – che nella mia vita il lavoro sia la cosa più importante che ho.

Non accorgersi può essere facile e grave, talvolta. 

In conclusione del primo incontro di un corso, Mercoledì scorso, abbiamo mangiato in consapevolezza un pezzetto di un cibo qualsiasi.

Cosa sta succedendo? 

Niente di che, ci sembra, ormai siamo abituati a mangiare e non ci facciamo tanto caso.

Ma se provo ad accorgermi:

– ho fame? 

– o sto sentendo qualche emozione (e non fame) ma ho una reazione automatica che mi fa mangiare?

– o sono solo abituata a smangiucchiare?

– quello che sto per mettere in bocca, che effetto mi fa? che odore ha? se fossi presente, lo mangerei?

– se lo metto in bocca, che effetto fa?

– lo sento arrivare nello stomaco? 

– quanto ho voglia di mangiarne? ancora un boccone, due, tre? Niente?

– quando decido di smettere di mangiare? In base cosa? 

– come mi sento? Ho più energia, o ne ho meno? 

Ecco che per una cosa semplice come il mangiare, l’accorgersi di cosa sta succedendo è qualcosa che quasi mai accade e apre un mondo.

Un mondo di scelte salutari. 

E magari ci sono altre cose molto importanti, che rischio di perdere perché sono solo fisicamente lì, ma non sono – semplicemente – presente. 

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