Chi non vuole una vita perfetta?

Anzi, “la” vita perfetta, perché mi sa che sia quasi uguale per tutti.

Un lavoro non troppo stancante, pagato bene, colleghi carini. 

Una casa che non si sporca e non si rompe, i vicini solo se e quando fanno piacere. 

Figli bravi ovviamente, belli e sicuramente sani. Il partner comprensivo…  e poi come lo vogliamo?  

Amici amorevoli, disponibili, che ci capiscano e facciano ridere, non devono essere così i veri amici? 

Ah, il corpo! Il corpo che sia almeno accettabile. Un attimo, “accettabile” può darsi che voglia dire perfetto [> verificare].

Magari anche non deve invecchiare. 

E la mente, almeno almeno io la voglio brillante. Sempre. Anche la sera quando inizio un gruppo alle nove e ho già lavorato/studiato/brigato per 14 ore. E certo non posso stare nel mondo se/visto che non sono simpatica. Personalmente, mi sto anche impegnando per diventare madrelingua inglese ;-). 

Certo, come no. 

E con la vita che abbiamo, cosa ci vogliamo fare? 

Dei nostri lavori, amici, figli, compagni, giornate stressanti, case, corpi umani e vivi, menti imperfette che si arrabattano con tutte le nostre pretese? 

Lo vedete questo sforzo infinitamente insaziabile di migliorare tutto, perdendoci quello che c’è? 

Perdendoci quello che c’è. 

Consigli, stamani, non ne ho, vado a fare una passeggiata in campagna. Esco con la mia canina che io chiamo pigra, perché non capisce che “bisogna camminare” e vorrebbe solo giocare. 

Se la tua mente non è annebbiata da pensieri inutili, questa è la miglior stagione della tua vita.

Wu-Men.

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